Trota, Orata e Spigola guidano la crescita. Il settore vale circa 300 milioni di euro e copre il 40% del fabbisogno ittico nazionale. I dati 2024 confermano la leadership nella qualità e nella sostenibilità, ma restano sfide aperte nella maricoltura.
I numeri della crescita: volume e valore
L’acquacoltura italiana si consolida come un comparto strategico dell’agroalimentare nazionale, attestandosi su valori di produzione significativi:
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Volume di Produzione: Nel 2024, la produzione ha superato le 51.000 tonnellate di pesce allevato.
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Valore Economico: Il valore complessivo del settore è stimato intorno ai 300 milioni di euro, con un giro d’affari che ha superato i 287 milioni di euro.
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Quota Nazionale: L’acquacoltura copre circa il 40% della produzione ittica nazionale complessiva.
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Struttura: Il settore è fortemente diversificato, coinvolgendo oltre 700 siti produttivi su tutto il territorio nazionale.
Le specie protagoniste: chi alleviamo
La produzione si concentra su poche specie che rappresentano il cuore dell’itticoltura italiana, affiancate da nicchie di eccellenza.
Sostenibilità e ruolo strategico.
L’acquacoltura non è solo un’attività commerciale, ma una risorsa chiave per la Blue Economy italiana:
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Sicurezza Alimentare: Il settore è strategico per garantire la sicurezza alimentare del Paese e per sostenere i consumi turistici e della ristorazione.
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Qualità: Le aziende puntano su innovazione, competitività e alta qualità, con una crescente attenzione a prodotti certificati e sostenibili.
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Innovazione: Progetti come Acquainnova 2.0 promuovono l’introduzione di mangimi innovativi e l’adozione di pratiche circolari per una produzione più efficiente e a basso impatto.
Prospettive e sfide per il 2025.
Nonostante la solida crescita, il settore deve affrontare alcune criticità per sfruttare appieno il suo potenziale:
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Maricoltura Off-Shore: L’Italia, pur avendo circa 8.000 km di coste, ha soltanto una ventina di concessioni per l’allevamento in mare aperto (maricoltura), un numero esiguo rispetto ad altri Paesi mediterranei. Questo rappresenta un ampio margine di crescita in termini di diversificazione produttiva.
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Transizione e Investimenti: Il settore sta attraversando una fase di trasformazione, con risorse allocate per il miglioramento della redditività futura e l’adeguamento alle nuove sfide normative e ambientali.


