Olio 2026, Federolio stima un calo del 20%: la Campania va meglio del Sud
Annata di scarica per l'olivo: Federolio prevede circa un quinto di olio in meno. Puglia e Sicilia soffrono, Campania e alta Calabria hanno prospettive migliori.

La campagna olearia 2026/2027 parte in calo. Federolio, la federazione che riunisce il commercio e l'industria dell'olio, stima a metà settembre 2026 una produzione italiana più bassa di circa il 20% rispetto alla campagna precedente. È una prima stima di filiera, non un dato ufficiale a consuntivo.
Il punto di partenza è alto: nel 2025/2026 l'Italia ha prodotto circa 325 mila tonnellate. Un quinto in meno porterebbe la produzione intorno a quota 260 mila, ma è un nostro calcolo sulla percentuale, non un numero dato da Federolio.
L'olivo e l'anno di scarica
Il calo non sorprende chi conosce l'olivo. La pianta alterna annate di carica e di scarica, e la serie del Consiglio Oleicolo Internazionale citata da Federolio lo mostra bene: 274 mila tonnellate nel 2020/2021, 329 mila nel 2021/2022, 241 mila nel 2022/2023, 328 mila nel 2023/2024, 248 mila nel 2024/2025 e 325 mila nel 2025/2026. Un anno su, uno giù, con regolarità quasi da metronomo.
A questo si aggiunge il caldo. Secondo il presidente di Federolio Tullio Forcella le alte temperature hanno anticipato in modo significativo la maturazione delle olive, tanto che raccolta e molitura sono possibili già da metà settembre. Forcella chiede di adeguare le regole che fissano l'avvio della campagna al 1° ottobre.
Dove si perde e dove si tiene
Il calo più marcato è atteso in Sicilia, Puglia e bassa Calabria, intorno alla media del 20%. Prospettive più favorevoli invece per Campania e alta Calabria. Sulla qualità Federolio è ottimista: le condizioni agronomiche fanno prevedere una campagna molto buona, che però dipende anche da sanità delle olive, momento della raccolta e rapidità della molitura.
Sul fronte mercato, la nuova campagna parte con i magazzini pieni. Al 31 luglio 2026 le giacenze in Italia erano di 233.377 tonnellate (+43,9% sull'anno prima), con la Puglia al 31,5% del totale. A fine agosto Ismea rilevava l'extravergine a 4,55 euro al chilo a Bari e 6,90 a Trapani, prezzi all'origine nettamente sotto il 2025.
Perché ci interessa
Per chi compra olio in Campania è una notizia doppia. Le nostre zone, dal Cilento alla Penisola Sorrentina all'Irpinia, dovrebbero soffrire meno del resto del Sud. E le scorte alte fanno pensare che, almeno in partenza, i prezzi non schizzeranno come negli anni della crisi.
Il consiglio pratico: se avete un frantoio di fiducia, chiedete già ora quando parte la molitura. Con il caldo che anticipa i tempi, l'olio nuovo potrebbe arrivare prima del solito.
Fonti
- https://www.tastinglife.it/2026/09/16/olio-italiano-2026-federolio-stima-un-calo-del-20-ma-la-qualita-tiene-il-caldo-anticipa-la-maturazione-delle-olive/
- https://www.igrandivini.com/non-solo-vino/olio/campagna-olearia-2026-2027-federolio-produzione-calo/
- https://www.olio-extra-vergine.it/campagna-olearia-2026-2027-si-parte-gia-con-233-377-tonnellate-di-giacenze


