Al Nord, le piogge torrenziali dei giorni scorsi hanno allagato campi e distrutto raccolti.
Mais, soia, riso, frumento, orzo: la lista dei prodotti a rischio è lunga. Anche pomodori, vigneti e frutteti non sono sfuggiti ai danni. Non solo: l’organizzazione denuncia la necessità di interventi urgenti per il sostegno alle aziende colpite e per prevenire future catastrofi.
Al Sud, invece, è la siccità a preoccupare.
Sicilia, Sardegna e altre regioni soffrono per la mancanza di acqua, con gravi danni ai raccolti e agli allevamenti. In Abruzzo, è già scattato il divieto di irrigazione per contrastare l’emergenza.
La produzione di grano duro rischia di crollare al minimo degli ultimi dieci anni. Un colpo durissimo per l’economia agricola italiana, già provata dagli aumenti dei costi energetici e delle materie prime.
Cosa fare?
Confagricoltura chiede misure urgenti di ristoro per le aziende colpite e un adeguamento degli strumenti normativi per fronteggiare il cambiamento climatico.
Tra le proposte: diffusione di polizze assicurative agevolate, rafforzamento del sistema di allerta meteo e investimenti in infrastrutture per la gestione dell’acqua.
Anche l’Europa è chiamata a fare la sua parte. La riserva di crisi della PAC dovrebbe essere potenziata per sostenere gli Stati membri colpiti da eventi climatici estremi.
In gioco c’è la sicurezza alimentare di un Paese intero. La rapida ripartenza dell’agricoltura è un obiettivo da perseguire con determinazione e unità di intenti.


