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Confronto

San Marzano DOP o Piennolo: le differenze tra i due pomodori campani

Uno si compra solo pelato, l'altro si appende in cucina per mesi: cosa dicono davvero i disciplinari dei due pomodori DOP campani.

di Redazione · · 5 min di lettura

Un grappolo di pomodorini appeso a una trave accanto a una ciotola di pomodori pelati
— Immagine illustrativa generata con AI

Sono tutti e due campani, tutti e due DOP, tutti e due rossi e crescono a pochi chilometri di distanza. Eppure il pomodoro San Marzano DOP e il pomodorino del Piennolo del Vesuvio DOP sono due prodotti diversissimi, con regole, terreni e usi che non si sovrappongono quasi mai. A inizio settembre è il momento giusto per metterli a confronto: il Piennolo è stato appena raccolto e appeso, il San Marzano è ancora nei campi.

Abbiamo letto i due disciplinari di produzione, cioè i documenti che fissano cosa può portare il nome e cosa no. Ecco cosa abbiamo trovato.

Che cos'è il pomodoro San Marzano DOP

Il nome completo è Pomodoro San Marzano dell'Agro Sarnese-Nocerino, DOP registrata nel 1996 con il Regolamento (CE) n. 1263/1996. La zona comprende 40 comuni: 24 in provincia di Napoli, 15 in provincia di Salerno e 1 in provincia di Avellino, Montoro.

Le varietà ammesse sono due, il San Marzano 2 e il Kiros (ex Selezione Cirio 3), più le linee migliorate nella stessa zona. Il frutto è allungato, lungo da 60 a 80 millimetri, rosso pieno. La pianta cresce solo in verticale, legata a tutori e fili: il disciplinare non ammette altri sistemi.

Il punto che sorprende molti: il San Marzano DOP non si vende fresco con la denominazione. Il disciplinare prevede solo due prodotti, i pelati interi e i pelati a filetti. La raccolta è a mano e scalare, tra il 15 luglio e il 15 ottobre.

Che cos'è il pomodorino del Piennolo del Vesuvio DOP

Il Piennolo è DOP dal 2009, con il Regolamento (UE) n. 1238/2009 dell'11 dicembre 2009. La zona è più piccola e tutta in provincia di Napoli: 17 comuni alle falde del Vesuvio, da Ercolano a Terzigno, da Somma Vesuviana a Torre del Greco, più una parte del territorio di Nola.

Qui non c'è una varietà unica ma cinque ecotipi locali: Fiaschella, Lampadina, Patanara, Principe Borghese e Re Umberto. Il frutto è piccolo, al massimo 25 grammi, ovale con l'apice appuntito, la buccia spessa e un grado zuccherino minimo di 6,5 °Brix da fresco. Cresce su terreni vulcanici, sabbiosi e molto drenati.

La raccolta è a mano, dal 20 giugno al 31 agosto. Poi arriva la parte che dà il nome: i grappoli vengono legati insieme e appesi in grandi mazzi, i piennoli, che a fine conservazione pesano da 1 a 5 chili. Il disciplinare dice chiaramente che la conservabilità non ha una durata definita: il piennolo va bene finché il pomodorino mantiene aspetto e sapore.

Le differenze, punto per punto

  • Anno DOP: San Marzano 1996 · Piennolo 2009.
  • Zona: San Marzano 40 comuni tra Napoli, Salerno e Avellino · Piennolo 17 comuni vesuviani più parte di Nola.
  • Varietà: San Marzano 2 e Kiros · cinque ecotipi locali (Fiaschella, Lampadina, Patanara, Principe Borghese, Re Umberto).
  • Forma e misura: allungato, 60-80 mm · piccolo e ovale, massimo 25 g, apice appuntito.
  • Raccolta: 15 luglio-15 ottobre · 20 giugno-31 agosto.
  • Come si compra con il marchio DOP: solo pelato, intero o a filetti · fresco, conservato o appeso al piennolo.
  • Terreno: pianura dell'Agro Sarnese-Nocerino · suolo vulcanico del complesso Somma-Vesuvio.

Riassunto in una riga: il San Marzano è un pomodoro da barattolo, il Piennolo è un pomodorino da dispensa, pensato per durare appeso in casa per mesi.

Quando scegliere l'uno o l'altro

Il San Marzano pelato è il pomodoro da sugo lungo: il ragù della domenica e tutte le salse che cuociono a lungo e vogliono polpa e poca acqua. La forma allungata e la pelatura lo rendono comodo da schiacciare a mano direttamente in pentola.

Il Piennolo dà il meglio con cotture brevi: in padella per gli spaghetti, sulla pizza, schiacciato su una bruschetta. La buccia spessa regge il calore e il sapore è concentrato, con una nota acidula che resta anche dopo mesi di conservazione. Il disciplinare cita anche la conserva domestica a pacchetelle, con il pomodorino tagliato e messo in vaso senza pelarlo.

Il trucco per non sbagliare al banco

Se trovi del pomodoro fresco venduto come "San Marzano DOP", qualcosa non torna: il disciplinare non prevede il fresco. E la parola "San Marzano" da sola, senza marchio DOP e senza il nome completo della denominazione, non è una garanzia: conta solo la DOP in etichetta. Per il Piennolo vale il contrario: cerca il logo DOP sul singolo piennolo o sulla confezione sigillata.

Perché ci interessa

Questi due pomodori raccontano due paesaggi campani diversi a una manciata di chilometri di distanza: la pianura fertile del Sarno e le pendici sabbiose del vulcano. La nostra opinione, motivata: in dispensa servono entrambi. Il barattolo di San Marzano per la domenica, un piennolo appeso in cucina per l'inverno, quando i pomodori freschi non sanno più di niente.

Il consiglio pratico per settembre: è il mese giusto per comprare un piennolo direttamente dai produttori vesuviani. Appendilo in un posto asciutto e ventilato, lontano dal sole diretto, e stacca i pomodorini man mano che ti servono.

Fonti

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