Inflazione al 4,2%: verdure +8,5%, la spesa costa di più anche a Napoli
L'Istat conferma: a settembre i prezzi corrono come non succedeva da tre anni. Il carrello sale meno dell'energia, ma ortaggi e alimenti freschi pesano.

A settembre 2026 l'inflazione in Italia è salita al 4,2% su base annua, dal 3,3% di agosto. L'Istat lo ha confermato il 16 ottobre 2026 con i dati definitivi: è il livello più alto da tre anni. A spingere è soprattutto l'energia, con i beni energetici a +22,6%, ma anche la spesa alimentare ha ripreso a salire.
Cosa aumenta nel carrello della spesa
I beni alimentari nel loro complesso crescono dell'1,7% su base annua, dall'1% di agosto. La differenza la fanno i freschi: gli alimentari non lavorati salgono del 5,5% (da 3,8%), mentre quelli lavorati, cioè confezionati e trasformati, sono addirittura in calo dello 0,6%.
Il dato più pesante è quello di ortaggi, tuberi, banane e legumi: +8,5% in un anno, quasi il doppio del 4% di agosto, e +5,9% solo rispetto al mese prima. La frutta resta quasi ferma (+0,5%). Il cosiddetto carrello della spesa, che mette insieme alimentari e prodotti per la cura della casa e della persona, sale all'1,5% (dallo 0,9%).
Fuori casa, ristorazione e servizi di alloggio crescono del 3,2% su base annua, stesso ritmo di agosto.
Napoli e il Sud nella classifica delle città
Sui dati territoriali Istat l'Unione Nazionale Consumatori ha stilato la classifica delle città dove l'inflazione pesa di più sul bilancio familiare. Napoli ha un'inflazione del 4,4%, sopra la media nazionale, e un rincaro stimato di 987 euro l'anno per famiglia (54° posto su scala nazionale, la media italiana è 1.061 euro). La Campania nel complesso è al 4,3% con 911 euro.
In regione Avellino è al 4,3%, Caserta al 3,7% e Benevento al 3,5%, tra le città più virtuose. Al Sud i picchi sono Siracusa e Reggio Calabria, entrambe al 5,3%.
Perché ci interessa
Per chi fa la spesa in Campania il messaggio è chiaro: a pesare non sono i prodotti confezionati e trasformati, che nel complesso costano un po' meno di un anno fa, ma il banco della verdura e la bolletta. È il momento di comprare di stagione e al mercato, confrontando i prezzi, e di non dare per scontato che il fresco costi come la scorsa estate.
C'è poi il conto al bar. Un'analisi di Altroconsumo su dati Istat, diffusa a inizio ottobre, indica che a Napoli l'espresso è passato da 0,90 euro nel 2021 a 1,24 euro a giugno 2026. La tazzina resta tra le più economiche d'Italia, ma la distanza dalle altre città si è accorciata.
Fonti
Fonti
- https://www.istat.it/wp-content/uploads/2026/10/Prezzi-al-consumo-def-Set2026-1.pdf
- https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2026/10/16/istat-conferma-con-lenergia-linflazione-a-settembre-vola-al-42_299eacf4-9063-4de8-a4cf-79da63ae4be6.html
- https://www.easynewsweb.com/unione-naz-consumatori-su-inflazione-la-classifica-delle-citta-piu-care/
- https://horecanews.it/inflazione-al-42-energia-e-alimentari-tornano-a-spingere-i-prezzi


