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Agricoltura in piazza

Caro gasolio, trattori in piazza a Napoli il 22 ottobre: le richieste

Coldiretti Campania chiede alla Regione lo stato di crisi: pesano gasolio, prezzi bassi all'origine e le disdette sul latte di bufala.

di Redazione · · 3 min di lettura

Un trattore rosso fermo all'alba ai bordi dei campi con una tanica di carburante
— Immagine illustrativa generata con AI

Giovedì 22 ottobre 2026 gli agricoltori di Coldiretti Campania porteranno i trattori a Napoli, in via Santa Lucia, davanti alla sede dell'assessorato regionale all'Agricoltura. La richiesta è netta: lo stato di crisi per tutto il settore agricolo campano, con un piano straordinario di sostegno.

L'annuncio è arrivato il 17 ottobre 2026. Il presidente di Coldiretti Campania, Ettore Bellelli, ha spiegato la scelta così, come riporta l'ANSA: «Scendiamo in piazza per chiedere alla Regione lo stato di crisi ed interventi urgenti a sostegno dell'intero settore». Il corteo chiederà anche un incontro con l'assessora regionale all'Agricoltura, Maria Carmela Serluca.

Perché protestano gli agricoltori campani

Il primo motivo è il caro gasolio. Secondo l'osservatorio del Ministero delle Imprese citato dal Gambero Rosso, il 15 ottobre 2026 il prezzo medio del gasolio per autotrazione era di 2,254 euro al litro. Per chi lavora la terra con i trattori, ogni centesimo in più finisce dritto nei costi.

Coldiretti elenca poi i comparti in sofferenza: ortofrutta, vino e zootecnia, stretti tra rincari, concorrenza estera e margini sempre più sottili. Sull'olio d'oliva l'associazione denuncia speculazioni e importazioni che abbassano i prezzi pagati ai produttori, e chiede controlli più severi sull'origine. In difficoltà anche florovivaismo e pesca.

C'è poi un punto che tocca il prodotto simbolo della regione. Secondo Coldiretti, alcuni caseifici stanno disdicendo i contratti con gli allevatori per abbassare il prezzo del latte di bufala destinato alla Mozzarella di Bufala Campana DOP. È la versione dell'associazione: al 17 ottobre non risultano repliche dei caseifici né una risposta ufficiale della Regione.

Il Sud si ferma: tir, olivicoltori e pescatori

La protesta campana arriva nella settimana del fermo dei tir in Sicilia e Calabria, iniziato il 16 ottobre 2026 contro il prezzo del gasolio. Gli autotrasportatori siciliani hanno ottenuto un tavolo con il ministro dei Trasporti Matteo Salvini per il 20 ottobre: senza la firma di un protocollo d'intesa, fanno sapere, il fermo andrà avanti almeno fino al 27 ottobre.

In Puglia protestano olivicoltori e agricoltori, mentre gli armatori siciliani annunciano una manifestazione in mare nello Stretto di Messina proprio il 22 ottobre. Il rischio, scrive il Gambero Rosso, riguarda soprattutto i prodotti freschi, che hanno bisogno di consegne frequenti. Scaffali vuoti su larga scala, per ora, non sono prevedibili: dipenderà dall'adesione e dalle scorte.

Cosa sapere sulla manifestazione

  • Quando: giovedì 22 ottobre 2026 (orario non ancora comunicato)

  • Dove: via Santa Lucia, Napoli, davanti all'assessorato regionale all'Agricoltura

  • Chi: Coldiretti Campania, con agricoltori e trattori da tutta la regione

  • Cosa chiedono: stato di crisi del settore agricolo e un piano straordinario di sostegno

Perché ci interessa

Quando il gasolio sale, il conto arriva prima nei campi e poi al banco del mercato. Lo abbiamo visto con l'inflazione di settembre sulle verdure. Una crisi agricola in Campania vuol dire pomodori, friarielli, olio e mozzarella più cari o, peggio, piccoli produttori che smettono.

Lo stato di crisi però è una richiesta politica, non ancora una misura: cosa conterrebbe il piano di sostegno oggi non lo sa nessuno. Seguiremo la giornata del 22 ottobre e la risposta della Regione, con un occhio particolare al latte di bufala.

Fonti

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